Giusto due idee sul Trasporto Pubblico Locale, anno 2022

Amedeo Levorato

Alcuni amici mi hanno chiesto di esprimere idee su due temi: l’impatto ambientale dei trasporti e i costi del trasporto pubblico locale.
Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il processo di transizione ecologica entra nel vivo: sono a disposizione 57 miliardi di euro per procedere alla realizzazione di infrastrutture sostenibili e la sostituzione di autobus a gasolio con autobus ibridi, elettrici e ad idrogeno. La soluzione ibrida risulta ancora la piu’ idonea all’impiego sulle lunghe percorrenze, e lo sarà per almeno 10 anni.
Il parco autobus della provincia di Padova è costituito da 527 veicoli, con età media di 15 anni nell’extraurbano e 11 anni nell’urbano, la maggior parte a gasolio e parte a metano, soprattutto l’ex APS Holding, qualcuno elettrico. I prossimi anni fino al 2035, si caratterizzeranno per una graduale ma veloce sostituzione – obbligatoria – con autobus elettrici ed ibridi. Per una efficiente transizione ecologica, occorrerà accelerare molto sugli investimenti: almeno 50-60 nuovi autobus l’anno ibridi, elettrici o ad idrogeno fino al 2035.
Il parco tram, in attesa di realizzazione della linea SIR3, è composto da 18 rotabili STE3, che salira’ a 24-26 entro il 2024, tutti elettrici.
Tutta questa flotta avrà bisogno di molta energia elettrica.
Ad esempio, il tram SIR 1 consuma circa 4.000.000 di kwh l’anno: un rotabile carico consuma in media 5 Kwh per km percorso, con una spesa che fino a prima del conflitto russo-ucraino, si aggirava in media circa € 1 al km. (portata 180 passeggeri). Quasi un milione di euro annui per energia elettrica e nove milioni per metano e gasolio, quelli consumati dal TPL padovano.
Ebbene, grazie alle piu’ recenti innovazioni tecnologiche in materia di produttività dei pannelli fotovoltaici (oggi un pannello produce circa 4 volte quanto uno del 2012), uno studio appositamente predisposto dimostra che coprendo i 594 posti del park Vigodarzere, i 393 posti di via Salboro, rispettivamente capolinea Nord e Sud del tram, si otterrebbero 3,6 milioni di kwh. Aggiungendo anche il nuovo capolinea Voltabarozzo (400 posti), si raggiungerebbero i 5 milioni di Kwh (quasi 1.760 tonnellate di CO2), quanto serve per alimentare tutta la rete SIR 1 e SIR 3.
I parcheggi attrezzabili sono molti di piu’, e parte dei pannelli potrebbero essere destinati alla produzione di idrogeno tramite elettrolisi, per gli autobus: la produzione di un kq. di idrogeno costa circa € 2-3,00 e ha il valore energetico di 5 litri di gasolio. Inoltre, i pannelli installati permetterebbero di disporre delle torrette di ricarica per auto, biciclette, monopattini e ciclomotori a pagamento.
Già nel 2010, APS aveva realizzato sulla discarica di Ponte San Nicolo’-Roncaiette, un impianto fotovoltaico, in produzione da 12 anni, in grado di produrre 1,2 milioni di Kwh l’anno, cioè un quarto del consumo del tram.
Queste riflessioni sono importanti, perchè oltre a creare ricchezza per la città, possono contribuire ad affrancare significativamente i servizi da servitu’ energetiche e ambientali, e vanno quindi pensate e realizzate per tempo.

Quanto alla “fiscalizzazione” del trasporto pubblico, la transizione ecologica e la realizzazione di reti tramviarie e filobus sicuramente contribuisce ad intravedere un disegno innovativo del Trasporto Pubblico entro il 2030-2035. “Fiscalizzazione” significa far pagare a tutti gli abitanti residenti (dai 14 anni in su) una tassa ridotta annuale, come per i rifiuti, anzichè biglietti e abbonamenti, come avviene in alcuni paesi del nord Europa.
I cambiamenti climatici e le guerre energetiche richiedono un approccio innovativo ad alcune tenatiche urbane quali muoversi, abitare, lavorare, socializzare.
Gli abitanti dell’area urbana di Padova, oggi, sono poco piu’ di 500.000. I dati di bilancio Busitalia Veneto indicano costi complessivi per circa 60 milioni in Provincia, per sostenere circa 23 milioni di km. percorsi. In città e suburbano i km. percorsi sono 7.000.000, per un costo di 30 milioni annui, il 44% dei quali pagati con la vendita dei biglietti, e il 56% con i contributi del Fondo Trasporti nazionale.
La “fiscalizzazione” consisterebbe in una tassa per tutti i residenti sopra i 14 anni, pari a € 70 per ciascun abitante. La cifra si ridurrebbe a € 40 confermando la stabilità del Fondo Nazionale Trasporti pagato tramite la Regione. Con questa cifra, il trasporto pubblico potrebbe essere gratuito per i residenti. Con qualche modifica, il modello potrebbe essere esteso anche alla provincia.
La cifra richiesta potrebbe tuttavia essere ulteriormente ridotta: l’Università e le principali aziende potrebbero tassare direttamente gli utilizzatori dipendenti offrendo un servizio speciale di trasporto, turisti e visitatori non residenti potrebbero pagare una tariffa superiore, come a Venezia, per un biglietto giornaliero obbligatorio illimitato di almeno € 5-7.
Il futuro della transizione ecologica è disegnato da “linee portanti” tramviarie o di filobus ad alta portata, con collegamenti capillari nel territorio gestiti da bus elettrici e a idrogeno. Parcheggi di testata e intermedi lungo le linee (come il Prandina), con colonnine di ricarica elettrica a pagamento, servizi (ordinati) di biciclette, monopattini e taxi elettrici a chiamata via APP, attestati presso le fermate del TPL.
In cambio di tutto questo, sarebbe possibile limitare fortemente la circolazione di veicoli, consentendo solo alle direttrici da e per i parcheggi, i residenti, i portatori di disabilità, i servizi e le emergenze, di circolare liberamente.
La “fiscalizzazione” del trasporto pubblico porterebbe ad una riduzione sensibile dell’inquinamento e della congestione, educando gradualmente i cittadini al raggiungimento degli obbiettivi 2035, che obbligano ad una riduzione dell’uso del mezzo privato.
Si tratta di una “provocazione” che sperabilmente alcuni candidati alle elezioni potrebbero prendere in esame, per cercare una via nuova alla grave congestione stradale che ancora oggi caratterizza le ore di punta in città.
E un modo di vivere diverso, dismettendo le corazze d’acciaio con cui intratteniamo rapporti sociali.

Padova, 17 aprile 2022

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