Padova Soft City: da Smart City a Intelligent Community

Padova Soft City: dalla Smart City alla Intelligent Community

La vera sfida delle città “globali” risiede nello sfruttamento delle proprie “interfacce” globali per fare crescere la propria comunità civile. Padova possiede – anche se trascurate dalla politica – notevoli potenzialità: sanità, sistema educativo, terziario e informatica, turismo e cultura a Padova rappresentano elevati livelli di attrattività in tutta Italia e notevoli potenzialità internazionali, paragonabili a quelle espresse dall’industria esportatrice.
Senza una dotazione urbana che ne esprima ed esalti le eccellenze, però, questi primati sono destinati irrimediabilmente ad esaurirsi: tale, ad esempio, è la vicenda del nuovo polo ospedaliero e campus universitario, pronto al cantiere dal 2014, che oggi langue nell’inconcludenza dello scontro tra interessi contrapposti. Tale, inoltre, è il degrado del commercio cittadino, un tempo polo di attrazione in tutto il nord Italia, ed oggi ridotto a negozi vuoti, scarsa qualità, desolazione, a favore di una foresta di centri commerciali e outlet destinati ad una rapida selezione naturale.
Non basta l’inseguimento degli interessi di costruttori e banche (anch’essi rivelatisi fallaci) per assicurare uno sviluppo di qualità: per la qualità occorrono consumatori selettivi, un ceto medio aperto e culturalmente attento, molti giovani e alti obiettivi di “sistema”: facoltà universitarie al top, industrie del fashion (e ne abbiamo!), alta qualità della vita, visione strategica di sistema.
Così la “Smart City” diventa “Intelligent Community”, una comunità aperta, che accoglie il cambiamento come sfida per costruire il futuro, includendo i cittadini vecchi (anziani) e nuovi (studenti e immigrati) offrendo loro opportunità di restare, fiducia e aspettative di futuro. Esiste ormai un “movimento internazionale” delle “smart cities” e “intelligent communities”, che offre linee guida di grande interesse (www.intelligentcommunity.org), di cui chi scrive è stato socio fondatore nel 2000.

WifiConnettività e collegamenti costituiscono i canali di scorrimento delle idee e delle persone, le vere arterie pulsanti di una comunità internazionalmente aperta: proprio per questo lo sviluppo delle reti e del trasporto pubblico sono stati da sempre il focus della città. Padova è stata ed è uno dei nodi principali di interconnessione del Nord Est, la terza città italiana per volumi di traffico in rete dopo Milano e Roma.
Il teleporto-server farm di Telecom Italia a Padova Est, la presenza di numerosi operatori in fibra, il cablaggio pionieristico avviato in ZIP nel 1996, la rete di 250 hotspot liberi Padova WiFi realizzata da Telerete che copre  Università, poli sanitari, aree comunali e spazi aperti, sono state realtà pionieristiche in Italia.
Molto più si sarebbe potuto fare, ospitando l’interconnessione in fibra con il Medio Oriente e un Teleporto privato in ZIP, progettata a suo tempo da Telerete/ZIP e sviluppando la rete in f.o. Socrate realizzata da Telecom negli anni ’90. Ma la miopia della politica regionale e locale, gli scarsi investimenti degli operatori e l’indifferenza alle specificità locali hanno rallentato molti investimenti strategici per l’economia padovana nell’epoca del decollo di Internet (1994-2004), e ancora oggi.
Wifi3Oggi siamo nell’era del “mobile” (il primo Iphone esce nel 2004), e lo sguardo si sposta alle reti interconnesse 4G e presto 5G, mentre nel frattempo i sistemi di collegamento elettronico contano su una nuova generazione WiFi (IEE802.11ac/ad) che permette velocità di trasmissione fino a 7 Gbps. Il Wifi è oggi uno standard globale con oltre 6 milioni di hotspot pubblici.
wifi-graph1Con la nuova fase di investimento agevolato per la fibra ottica avviato dal Governo Renzi, Infratel avvierà entro il 2016 investimenti per 1,4 miliardi in Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto (400 milioni di cui 315 nazionali e 85 regionali) con la progettazione, realizzazione e gestione di una rete passiva e attiva di accesso in modalità “ingrosso”, disponibile a tutti gli operatori, che permetta di fornire servizi a utenti finali (FTTN: Fiber to the Network o FTTH – Home) con un minimo di 30 MB e fino a 100 MB.
Si tratta di interventi in aree c.d. “bianche” o “a fallimento di mercato” fino ad oggi servite da reti 2-20Mbps, e non aree centrali, dove la concorrenza è elevata ma i livelli di servizio ancora inadeguati. A Padova gli interventi 2016 interessano 18.000 abitanti nel comune capoluogo (10%) e 300.000 abitanti in provincia (30%), ma tutta l’area del centro storico, universitaria, della Zona Industriale e delle aree produttive limitrofe (grande Padova) risente di un livello di offerta costoso e inadeguato. Per questo, con la ripresa economica, si fa sentire l’esigenza di “poli di aggregazione” di servizi di telecomunicazione veri e in regime di concorrenza, in grado di offrire accessi oltre 100Mbps e oltre a condizioni internazionalmente eque (50-70 €/mese).
L’accessibilità alla rete internazionale in continuità e di alta qualità consente oggi di avviare processi di internazionalizzazione delle imprese e delle attività economiche: la robotica, l’”Internet delle Cose (IOT)”, media e comunicazioni internazionali, accesso ai beni culturali e museali e alle risorse educative, servizi finanziari, informatica: oggi tutti questi prodotto e servizi devono essere accessibili in tempo reale da e per tutto il mondo, la stessa “sharing economy” basata su moneta virtuale, viaggi, immobiliari, mobilità e tutto il sistema di “servizi smart” della città, dai servizi di emergenza al controllo della mobilità alla sicurezza dipendono dalla continuità elettronica di collegamento al “cloud”.
La connettività rappresenta il primo elemento di interconnessione della città con il mondo delle “Comunità locali e città intelligenti”: la disponibilità di una doppia connessione (fibra/rete rame o radio WiFi/Wlan) che metta in competizione connessioni da 100 MBps a 7 Gbps permetterebbe un rapido sviluppo dell’economia basata sulle applicazioni mobili, inclusa la robotica.

Un secondo elemento di connessione della “comunità intelligente” è il Trasporto Pubblico Locale: il TPL rappresenta l’unica vera alternativa al mezzo privato per i collegamenti tra direttrici di lunga distanza (autostrada/parcheggi scambiatori, stazioni ferroviarie/alta velocità, aereoporti e porti, ospedali/centri storici/poli didattici e universitari).
Una strategia intelligente per la città dovrebbe offrire priorità elevata alla realizzazione delle infrastrutture di trasporto pubblico da e per i “centri attrattori” del traffico di pendolari, sia studenti che lavoratori, che ogni giorno raggiungono i poli di attività, assicurando orari cadenzati, sicurezza di trasporto, confortevolezza e velocità – coniugati con un prezzo accessibile alle diverse categorie di utenti.
Interventi pianificati e in corso come l’alta velocità ferroviaria, il raccordo ferroviario con l’aereoporto internazionale di Venezia e il porto passeggeri, il potenziamento delle autostrade nelle direttrici internazionali devono essere accompagnati, sul piano locale, da investimenti in infrastrutture di trasporto che per la loro specificità possano assicurare continuità e convenienza nel trasporto: corsie semi-preferenziali per i mezzi pubblici, alta capacità di trasporto, puntualità e interconnessione con parcheggi auto/bici e trasporti su gomma.
TramNell’originario progetto SIR di Padova trovavano spazio tre reti: SIR1, collegamento tangenziale SUD (uscita 10) con tangenziale NORD (uscita 1) attraverso il centro città, SIR2 collegamento EST-OVEST da Rubano al centro a Ponte di Brenta e SIR3 collegamento SUD-EST (Piovese)-NORD OVEST (Stadio Ospedale).
Il cambiamento politico avviato nel 2014 ha bloccato il progresso della rete tramviaria – complici dubbi sulla efficacia e durata della soluzione tecnica del tram su gomma – ma non è chi non veda la necessità, diremo quasi l’indispensabile esigenza di realizzare al più presto un collegamento veloce in direzione est tra il Centro storico, la Stazione, il Tribunale, la Fiera, il Polo Universitario, il Polo terziario, la ZIP, il “porto autostradale e commerciale” di Padova Est, inscritto nel più ampio itinerario del SIR 2. Lo vogliono motivi ambientali, motivi organizzativi ed anche la necessità di attivare e rendere rapidi i collegamenti tra università/sistema terziario e produttivo/autostrada.
Nel progetto SOFT CITY QABE, al gruppo di lavoro si sono aggregati gli originali progettisti della rete SIR padovana, introducendo e proponendo una linea ad alta capacità (40.000 passeggeri/pro-die, maggiore rispetto a quella attuale SIR1 che carica 22.000 passeggeri/pro-die. Questo strumento permetterebbe di consentire l’accesso ai poli di attrazione regionale della città, da Padova Est tutto il complesso industriale e terziario, il polo universitario, fieristico congressuale, della giustizia e il centro storico e monumentale con la Stazione Ferroviaria e viceversa), permettendo il funzionamento del sistema città e la rivitalizzazione della Zona Industriale anche – virtualmente – senza traffico privato.
I sistemi di ciclabili protette e percorsi arginali di cui Padova è primaria esperienza in Italia completano la strategia di una “città senz’auto” dove l’uso del veicolo privato (elettrico o a combustibile fossile) può essere programmato e consentito a chi sia disponibile a pagarne economicamente i costi sociali, anche grazie ad un efficace sistema primario di connessioni tangenziali in via di rapido completamento con l’Arco di Giano.
ClevelandE’ auspicabile che le Istituzioni padovane ritrovino coerenza e convinzione in un progetto di rigenerazione urbana finanziato dal Piano Juncker –  occorrono 120 milioni di euro – che – scegliendo la migliore strategia per le tecnologie tramviarie o filoviarie compatibili con le esistenti – permetta la realizzazione di una linea ad alta mobilità tra centro storico/stazione e uscita autostradale Padova Est a condizioni ottimali (corsia preferenziale, tempi cadenzati, fermate riscaldate e raffrescate e visibili nel contesto viabilistico, iniziativa che dovrebbe poi riflettersi su tutta la rete di TPL con una ragionata interconnessione tra fermate di linee urbane/extraurbane, possibilità di ottenere informazioni, biglietti e assicurare comfort d’attesa e condizioni di sicurezza personale 24×365 in tutte le fermate sul territorio.

dott. Amedeo Levorato

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